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Chiedi a Michele di Michele Neri

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Il luogo di Murakami

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C’è un solo romanziere davvero globale, capace di vendere milioni di copie
di ogni suo libro in almeno tre continenti, essere candidato al Nobel, ricorrere
nei blog di adolescenti e adulti, alimentare forum di discussione
e comunità online, influenzare cinema, musica e fotografia a ogni latitudine.
E’ giapponese, ha 58 anni, vive lontano dal successo e per anni
lontano anche dal Giappone e si chiama Haruki Murakami.
Attorno a ogni suo romanzo avviene un passaparola affettivo e profondo,
la trasfigurazione dei suoi luoghi sentimentali in immagini
e video professionali e amatoriali, i nomi dei protagonisti nickname
ripetuti all’infinito, ogni titolo una consegna affettiva
che anima la “critica” letteraria della rete. Dance Dance Dance,
L’uccello che girava le viti del mondo e Tokyo Blues-Norwegian Wood
sopra tutti gli altri. Ho provato a immaginare alcuni dei motivi che rendono
Murakami l’autore ideale per la generazione di internet in un articolo che esce
oggi su NOVA. Qui suggerisco qualche anello della catena infinita che rivive
e riverbera sui diversi piani creativi della rete l’immaginazione, la sensibiità
quasi extraterrestre, la poetica del romanziere.
Tra le comunità più attive, quelle di Livejournal , di Flickr (in particolare
le fotografie di “Songlines” e “Bycicle Thief”, Myspace, il forum italiano .
Per imparare tutto e tenersi anche troppo aggiornati,
il gruppo del Dolphin Hotel (quello di Dance Dance Dance), quello inglese,
o ancora meglio quello giapponese. Tra i tanti video tratti dai suoi racconti e romanzi,
il breve e incredibilmente triste Vedendo una ragazza perfetta al 100%
in una bella mattina di aprile
dalla raccolta
L’elefante scomparso
ha ispirato questo fllmato:
.
Il primo film occidentale tratto da un libro di Murakami è invece
da Tutti i figli di dio danzano (dall’omonima raccolta).
In breve sto cercando di parlare di un luogo. Quello creato dallo scrittore
giapponese dove i fantasmi dell’insensata natura del vivere sembrano mobili delicati
e traquilli di una nostra stanza. Abiti conosciuti appesi a sedie.
Così appare anche il suo mondo riflesso nelle voci della rete
o in una fotografia così esplicitamente “dedicata” come quella che ho
usato in testa al post e quella che lo chiude, entrambe di un fotografo
molto bravo nonchè appassionato lettore, Alessandro Rizzi.
12002944

Commenti

quasi quasi compravo nova per il tuo articolo. bel personaggio ci hai illustrato...